GdL Agroalimentare


snai-madonie-logo


Incontri ed elaborazioni del Gruppo di lavoro:
#
#
#


ret_rur_logo                  
seminSEMINARIO NAZIONALE “ACCESSO ALLA TERRA” – POLLINA 7, 8 LUGLIO 2016                          
                                                          


Come rilevato nel documento di Strategia, l’impegno di gruppi di giovani in processi di innovazione sociale, connessi a quei fenomeni di “ricontadinizzazione” e “ritorno alla terra” che oggi costituiscono una nuova frontiera della sostenibilità, hanno suggerito di sviluppare il tema dell’accesso alla terra come uno dei fattori strategici che possono contribuire alla rigenerazione del capitale umano del territorio.
Alla luce di queste constatazioni, e visto il notevole grado di elaborazione raggiunto nell’area-progetto delle Madonie, i lavori del Focus group del 15 marzo a Blufi, dedicato anche e questo tema, si sono chiusi con l’interesse condiviso di relatori e partecipanti ad organizzare, da li a qualche settimana e proprio sulle Madonie, una due giorni nazionale di approfondimento.


Come conseguenza di questo interesse, e dello sforzo organizzativo congiunto della Rete Rurale Nazionale, del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria e del Coordinamento Tecnico locale, il 7 e 8 luglio a Finale di Pollina si è svolto un seminario con partecipanti da tutta Italia dal titolo “Accesso alla terra: pratiche sul territorio e politiche pubbliche“, centrato proprio sulla rassegna delle buone pratiche e sullo studio delle politiche pubbliche che possono disciplinare ma al contempo stimolare questo processo di ritorno.

Questo il programma dell’evento:

Dal sito della Rete Rurale Nazionale possono essere scaricate le presentazioni del seminario.

Il seminario è stato altresì l’occasione per compiere un primo passo nella direzione della costituzione di una rete regionali di “innovatori rurali”, ovvero soggetti che vedono il ritorno alla terra come un processo che crea comunità solidali, preserva il paesaggio e l’ecosistema e costruisce nuovi modelli di benessere in armonia con i territori.

Per dare maggiore forza alla costruzione di questa rete, sono stati redatti e condivisi i primi elementi generali per la costruzione di una vera e propria carta dei principi dal titolo “ripensare la terra come bene di comunità”.


wcNel corso del seminario, durante il pomeriggio dell’8 luglio, sono stati svolti tre tavoli di lavoro con il metodo del World Café, ovvero cinque gruppi che contemporaneamente riflettevano, durante tre momenti su tre questioni relative all’accesso alla terra.
Nei tavoli sono stati presenti giovani e anziani contadini, rappresentati della rete Permacultura, del comitato sull’agricoltura contadina, di organizzazioni Siciliane sull’innovazione sociale, di associazioni locali attive sui temi dell’agro-ecologia e della Permacultura, dell’università di Palermo, della Regione Sicilia, del GAL ISC Madonie etc.


Davvero molto stimolante, infine, l’intervento di chiusura lavori di Fabrizio Barca, il cui video è disponibile a questo link.

Alcuni spunti ricavati dall’intervento di Barca in questo report.


snai-madonie-logo


lenteALTRE INDAGINI E MATERIALI DI APPROFONDIMENTO CORRELATI                


INDICE:
Beni confiscati
Agricoltura civica
Agricoltura contadina
Pensiero Meridiano e Rural Social Innovation


falcborsBENI CONFISCATI
La presenza di un ingente patrimonio di beni immobili confiscati e attualmente in gestione all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) – e quindi potenzialmente assegnabile alle amministrazioni pubbliche per finalità istituzionali o sociali – rappresenta un elemento rilevante sia per il numero e le caratteristiche di questi beni, sia perché questi potrebbero a buon titolo inserirsi nell’ambito delle progettualità in capo alla Coalizione che costituisce la Città a Rete Madonie-Termini.

Poiché una quota rilevante di questi beni è di natura agricola (o potenzialmente utile ai fini agronomici), la possibilità di poterne disporre da parte delle amministrazioni locali ricopre oggi un’importanza particolare, se si considera la centralità del tema dell’accesso alla terra all’interno della Strategia d’area delle Madonie per la SNAI.

Partendo da questa premessa, nell’ambito del progetto “Città Rete: Trasparenza e Legalità” realizzato con il cofinanziamento dell’Unione Europea P.O. F.E.S.R. 2007-2013, nel settembre 2014 si è proposto ai 28 Comuni della Coalizione di costituire un Gruppo di lavoro con l’obiettivo di realizzare una mappatura dei beni confiscati presenti nei rispettivi territori.

Il lavoro si svolge con l’assistenza tecnica dell’IRS – Istituto per la Ricerca Sociale,  di Amapola, e dell’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe”, e l’8  maggio 2015 a Collesano viene presentata “L’analisi dei beni confiscati nel territorio di Città a rete“.


ficoAGRICOLTURA CIVICA
La crisi dell’economia e della società in atto è interpretata come una crisi sistemica che esige, per essere risolta, un profondo processo di innovazione sociale. Un sentiero di innovazione possibile passa per l’economia dei beni comuni e per la costruzione di una nuova razionalità basata su valori collettivi.

L’agricoltura civica pare raccogliere questa sfida, facendosi carico, oltre che della produzione di alimenti, dei problemi della collettività e dell’ambiente, producendo esternalità positive: sviluppo economico e sociale, inclusione e democrazia alimentare, sviluppo rurale, pratiche agro-ecologiche. Per questo diciamo che l’agricoltura locale e le filiere corte sono solo una faccia dell’agricoltura civica.
Inteso come “bene comune”, il cibo è capace di esprimere non solo utilità economiche, ma anche utilità funzionali ad una migliore qualità della vita e alla realizzazione di diritti fondamentali.

Le nuove pratiche delle imprese agricole basate sulla multifunzionalità e sulla co-produzione (agricoltura sociale, mercati degli agricoltori, agricoltura locale) si incontrano con le nuove pratiche dei consumo critico (Gruppi di acquisto solidale) e possono potenzialmente costruire reti civiche di innovazione sociale portatrici di una nuova domanda di governance, basata sulla sussidiarietà orizzontale e il coinvolgimento della società civile.
Un interessante working paper di Francesco Di Iacovo, Maria Fonte e Angela Galasso, analizza le nuove pratiche diffuse in Italia attorno alla produzione e al consumo di cibo e, tramite il concetto di agricoltura civica, cerca di ricondurre a unità le esperienze emergenti, interpretandole come una possibile risposta alla crisi in atto e la prefigurazione di un cambiamento diretto alla produzione e valorizzazione di beni collettivi.


agr-cont-2AGRICOLTURA CONTADINA
In un interessantissimo saggio dal titolo “Riterritorializzare il mondo“, Alberto Magnaghi ci spiega che il ritorno alla terra consiste in un doppio, reciproco movimento per la ricostruzione di un “patto città-campagna”: da un lato la restituzione alla città della “sua” campagna per poter affrontare, in una prospettiva più comprensiva, politiche del benessere e problemi nodali (la chiusura tendenziale dei cicli dell’energia, dell’alimentazione, dei rifiuti, delle acque; la qualità dell’aria, dell’acqua, delle reti ecologiche, del paesaggio, delle relazioni di scambio e ricambio materiale e sociale) che appaiono irresolubili finché si rimane chiusi nello stretto ambito dell’urbano; dall’altro, la simmetrica e convergente restituzione al mondo rurale del “suo” territorio per conferire nuova dignità e centralità all’attività primaria e al modo di produzione contadino, denso di saperi riparativi dei disastri ambientali e sociali prodotti dall’agroindustria.
Primaria qui, l’agricoltura, in un senso che l’autore intende non solo e non più statistico o cronologico, ma addirittura epistemologico – ossia in pari tempo sociale, economico, culturale e politico – che la vede come “la prima delle arti” in quanto attività essenziale rifondativa del necessario, nuovo rapporto coevolutivo fra insediamento umano e natura.

Anche Jan D. Van der Ploeg, nel suo libro “I nuovi contadini. Le campagne e le risposte alla globalizzazione“, ed in particolare nel capitolo VI “Sviluppo rurale: espressioni europee di ricontadinizzazione” approfondisce il tema del diffuso processo di ricontadinizzazione che ha investito l’Europa negli ultimi quindici anni,  che a suo parere si è espresso sopratutto sul piano qualitativo con un ampliamento dell’autonomia e un allargamento delle risorse di base.
L’autore chiude il capitolo esaminando la ricontadinizzazione dal punto di vista del suo risvolto come lotta sociale e chiarisce che essa rappresenta un processo di transizione che si svolge a vari livelli, su diverse dimensioni, coinvolgendo un gran numero di persone e istituzioni, e che, come ogni processo di transizione, si oppone ai regimi e agli interessi tecno-istituzionali esistenti, generando così un insieme di contraddizioni.

Come tentativo di governare questa transizione e gestire le inevitabili contraddizioni che essa comporta, si è costituita in Italia una rete di associazioni e di contadini che ha promosso una “Campagna per l’agricoltura contadina“. Nell’ambito di questa campagna nazionale, nel 2010 è stato elaborato un primo testo che trasformava in proposta di legge i contenuti di una precedente petizione. Il 20 ottobre 2015 ha avuto inizio l’iter di esame della proposta in commissione agricoltura della Camera dei Deputati.


rur-hubIL PENSIERO MERIDIANO E IL MODELLO DELLA RURAL SOCIAL INNOVATION
Alcuni componenti del Gruppo di lavoro locale hanno preso contatto con Rural Hub che è il nodo principale di una rete di ricercatori, attivisti, studiosi e manager interessati nel individuare nuovi modelli di sviluppo economico per trovare soluzioni ai bisogni sociali e di mercato che emergono dal mondo delle nuove imprese rurali.

Come si legge nel suo Manifesto della Rural Scoial Innovationtutte le riflessioni prodotte sulla possibile esistenza di un’innovazione rurale e delle sue forme, necessariamente dinamiche, hanno guardato al Sud e al Mediterraneo in una duplice prospettiva: come area geografica in cui queste innovazioni possono esprimersi e come fondamento interpretativo“.
Le coordinate che hanno orientato questo percorso, prosegue il documento, sono state mutuate da Franco Cassano con il suo libro Il Pensiero Meridiano, abbracciando il potente e illuminante assunto dell’autore: “occorre smettere di guardare al sud come un non ancora nord”.

Riuscire a dimostrare che è possibile avviare e gestire attività economiche secondo un nuovo approccio è uno dei passaggi chiave della Rural Social Innovation perché fornirebbe evidenze sulle combinazioni di valore generato da chi adotta un modello di business social innovation oriented: in quest’ottica possono risultare molto utili sia le “Blended Value Map” che consentono la rappresentazione della propagazione degli impatti in una logica multidimensionale, e sia esempi di misurazioni comparate fra le performance dell’agricoltura (gli esempi che seguono sono tratti dal Manifesto di Rural Hub e da Kalulu).

blended-value-map


pom_a

pom_b


logist


fil_co