Percorso programmatorio


Immagine in evidenza tratta dalla presentazione “PO FESR 2014-2020 – Aree Interne“, redatta a cura del Nucleo regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici (NVVIP).


snai_logo3UN PERCORSO CHE RICHIEDE IL PROTAGONISMO DELLE COMUNITA’

Richiamando i cinque pilastri su cui si fonda il paradigma di sviluppo alla base della SNAI (si veda “DISUGUAGLIANZE TERRITORIALI” nella sezione “COS’E’ SNAI”), il processo programmatorio di cui sono protagonisti i territori e le loro comunità, deve essere ispirato ad una costante dialettica tra «centro» e «locale», fondata su un confronto informato e ancorato a valutazioni e dati.
Dialettica finalizzata a combinare, da una parte, il ruolo di un centro attivo capace di fornire un contributo di competenze e di destabilizzare equilibri ossificati, dall’altra, di un robusta proprietà  del processo da parte del livello locale, dei Sindaci e delle Comunità.

Una sinergia finalizzata alla costruzione di una strategia non basata su interventi straordinari, ma sulla sperimentazione di interventi ordinari e permanenti sia sul fronte dei diritti di cittadinanza, che su quello del mercato e della valorizzazione del patrimonio territoriale locale.

Non progetti allora, ma una strategia d’insieme, con un’attenzione puntuale all’individuazione dei protagonisti, dei creativi, degli innovatori, prima ancora che della azioni da sostenere. Un disegno che ha lo scopo di identificare, attraverso occasioni di confronto aperto, acceso e informato, le filiere cognitive su cui basare l’emersione  di una nuova visione del territorio.

Un impianto concettuale di base a cornice di un processo di «sperimentalismo democratico», con la consapevolezza della nostra ignoranza e della necessità che l’attuazione sia disegnata in modo da apprendere e continuamente aggiustare il tiro.
Le regole del gioco sono chiare, ma non essendo strette e immodificabili, danno al tempo stesso a tutti gli attori la possibilità di «apprendere per strada», di modificare in modo motivato e comprensibile la rotta.


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step_by_step2LE TAPPE DEL LAVORO

(Tratto dal documento SNAI “Linee guida per costruire una Strategia di area-progetto“)


INDICE:
Step1: dall’individuazione dell’area alla stesura della Bozza
Step2: dalla Bozza al Preliminare di Strategia
Step3: dal Preliminare alla Strategia d’Area
Step4: approvazione Strategia e firma APQ


La strategia di area ha il compito di indicare le idee-guida che ispirano l’insieme dei Comuni alleati nell’obiettivo di modificare le tendenze in atto, i risultati che si intendono raggiungere in termini di qualità di vita dei cittadini, e le azioni con cui farlo.

Per costruire tale strategia è necessario:

  1. partire da bisogni e risorse disponibili (e non potenziali) per immaginare possibili “vie di fuga” attraverso un’idea guida (evitando così la stesura di un documento che dia priorità a “desiderata” costruiti a tavolino o a progetti di “rapida cantierabilità”);
  2. costruire queste vie di fuga attorno alle “filiere cognitive” del territorio, legando interventi di sviluppo e interventi permanenti sui servizi essenziali, e massimizzando il potenziale innovativo dell’area;
  3. far leva su tutte le “forze vive” interne, istituzionali, di cittadinanza, imprenditoriali; valorizzare le esperienze in corso; liberare risorse (patrimonio immobiliare e informativo); aprirsi all’apporto di competenze esterne.

Questi tratti rappresentano una discontinuità con il passato, essendo coerenti con l’indirizzo comunitario di rivolgersi in maniera paritaria a tutti i soggetti rilevanti del territorio e non solo a quelli cosiddetti “rappresentativi”.


Per essere coerenti con questo proposito, il percorso di costruzione di una Strategia di area muove quindi dal piccolo al grande, attraverso le seguenti quattro tappe:

unoDALLA INDIVIDUAZIONE DELLE AREE-PROGETTO ALLA STESURA DELLA “BOZZA DI IDEE PER LA DISCUSSIONE
Una volta che un’area progetto è stata individuata congiuntamente da Regione e Comitato nazionale come candidabile, il Sindaco (Referente di area) designato a rappresentare l’area nel confronto con Regione e Comitato avvia l’elaborazione della Strategia di area: l’orizzonte temporale del lavoro sarà di alcuni mesi per quelle aree-progetto che sono state individuate come “prototipo”; sarà più lungo per le altre aree. Il Referente di area partirà dai materiali, dal confronto, dai quesiti e dalle conclusioni del “primo focus group” con Regione e Comitato che ha concluso l’istruttoria per la candidabilità delle aree e dalla Matrice per la diagnosi delle aree-progetto.
L’elaborazione coinvolgerà, attraverso nuovi focus group e altri strumenti, tutte le istituzioni, associazioni, cittadini, imprenditori, rilevanti per la strategia e lì dove presenti anche centri di competenza locali (AUSL, distretti scolastici, GAL, Agenzie per lo sviluppo ecc).
Regione e Comitato affiancheranno il Referente nell’attività di coinvolgimento del partenariato attraverso esperti dedicati. Il Referente, d’intesa con gli altri Sindaci dell’area, potrà affidare a un coordinatore tecnico l’organizzazione di questa e delle successive fasi.

Questa prima fase mira a redigere un documento informale, ovvero la “Bozza di idee per la discussione, da inviare a Regione e Comitato. Questa Bozza propone un’idea guida per realizzare il cambiamento, relativa ai servizi essenziali e allo sviluppo, indicando i soggetti su cui si intende puntare e la filiera cognitiva che si intende costruire.
Verrà motivata la scelta dell’ambito di intervento prioritario che appare funzionale alla realizzazione dell’idea definita in bozza, in base ad una prima ricognizione delle esperienze maturate sul territorio e delle competenze attivabili. Si potrà, comunque, dedicare una parte della Bozza a quei temi/problemi ai quali il processo di coprogettazione non accorda priorità, eventualmente ipotizzando ulteriori strumenti di intervento.

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dueDALLA “BOZZA” AL “PRELIMINARE DI STRATEGIA

Sulla base della “Bozza di idee per la discussione” trasmessa dal Referente di area, il Referente stesso, la Regione e il Comitato elaborano, questa volta in modo congiunto, un “Preliminare alla definizione della strategia: priorità di intervento“. Sottoposte a verifica le idee dell’area, in base alla coerenza con le strategie nazionali e regionali, si iniziano a tradurre le idee-guida in risultati attesi, azioni e tempi per conseguirli, con una prima valutazione di massima del riparto delle risorse disponibili. Il documento viene discusso e affinato attraverso occasioni di confronto di cui viene dato resoconto esterno in modo aperto sulla pagina del sito nazionale dedicata alle aree interne.

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treDAL “PRELIMINARE ” ALLA “STRATEGIA DI AREA

Sulla base del documento preliminare così prodotto, inizia la fase centrale di animazione e coprogettazione degli interventi.

In questa fase:

  • si amplia, anche con il supporto degli esperti del Comitato e della Regione, la parte di scouting dei soggetti che possono portare un contributo alle linee di azione identificate e il coinvolgimento sul territorio dei soggetti rilevanti negli ambiti prioritari;
  • si procede con l’armonizzazione delle idee all’interno della “filiera cognitiva”;
  • si verificano, attraverso l’immissione di competenze specifiche e il confronto con altre esperienze, la validità dei percorsi individuati;
  • si precisano e si ingegnerizzano i progetti;
  • si definiscono i criteri di valutazione condivisi, fino ad arrivare all’individuazione dei risultati attesi e degli indicatori con cui misurarli, dei tempi previsti per raggiungerli, e dei fabbisogni finanziari per singolo intervento e azione.

Esito di questa fase sarà la produzione della “Strategia di area” propriamente detta, documento il cui contenuto dovrà articolarsi secondo il seguente schema:

  1. identificazione dell’area-progetto e verifica dell’associazionismo;
  2. condizioni iniziali e tendenze evolutive senza intervento;
  3. scenario desiderato, risultati attesi, indicatori e azioni.

Per un approfondimento dei tre punti si rimanda al documento SNAI “Linee guida per costruire una Strategia di area-progetto“.

In termini generali, comunque, la Strategia dovrà argomentare la rilevanza delle idee per migliorare le condizioni di vita nelle aree scelte e la loro realizzabilità.

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quattroAPPROVAZIONE DELLA “STRATEGIA DI AREA“: VERSO L’ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO

La Strategia di area viene sottoposta all’approvazione del Comitato nazionale aree interne (dove sono rappresentati tutti Ministeri interessati) e della Regione. Da qui, inizia la fase di preparazione dell’Accordo di Programma Quadro.
Le attività di coprogettazione e la scrittura del “Preliminare alla definizione della strategia d’area”, e della “Strategia di area”, saranno supportate in ogni area progetto da un team dedicato, messo a disposizione dal Comitato nazionale aree interne e dalla Regione.

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