Politica di Coesione Europea 2014-2020


cePOLITICA DI COESIONE 2014-2020 E STRUMENTI DI INTEGRAZIONE TERRITORIALE

A dicembre 2013, il Consiglio dell’Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo di investimenti effettuati nell’ambito della Politica di coesione dell’UE per il periodo 2014-2020.

NOTA: per un approfondimento sul ruolo strategico che si è voluto dare allo sviluppo delle Aree interne nel quadro del corrente ciclo programmatorio, può essere consultato il documento predisposto dall’allora Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, d’intesa con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal titolo Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020.

Per quanto concerne i suoi obiettivi, la Politica di coesione 2014-2020 mira a promuovere strategie integrate per intensificare lo sviluppo urbano sostenibile, con l’intento di rafforzare la resilienza delle città e di garantire le adeguate sinergie tra gli investimenti effettuati attraverso i Fondi strutturali e d’investimento europei (ESI).

Nel nuovo approccio diventa centrale l’elaborazione di “visioni” di sviluppo urbano integrate, con un approccio più strategico e olistico. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) si ispira a un principio di base: supportare lo sviluppo urbano sostenibile per mezzo di strategie integrate per far fronte alle sfide economiche, ambientali, climatiche, sociali e demografiche delle zone urbane (articolo 7 del regolamento concernente il FESR).
Gli Stati membri dell’Unione europea si adoperano inoltre per utilizzare il Fondo sociale europeo (FSE) in sinergia con il FESR, allo scopo di sostenere misure correlate all’occupazione, all’istruzione, all’inclusione sociale e alla capacità istituzionale, progettate e realizzate nell’ambito di strategie integrate.

Per dar vita ad azioni integrate, il nuovo approccio ha previsto il potenziamento di due strumenti, cosiddetti di “integrazione territoriale”:

  • l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) è una nuova modalità di assegnazione finalizzata ad accorpare fondi di diversi assi prioritari di uno o più programmi operativi per interventi pluridimensionali o tra più settori. L’ITI può rappresentare uno strumento ideale per sostenere azioni integrate nelle aree urbane perché permette di coniugare finanziamenti connessi a obiettivi tematici differenti, prevedendo anche la possibilità di combinare fondi di assi prioritari e programmi operativi supportati dal FESR, dall’FSE e dal Fondo di coesione (articolo 36 del regolamento «disposizioni comuni»). Un ITI può anche essere integrato da aiuti finanziari erogati attraverso il FEASR o il FEAMP;
  • Sviluppo locale di tipo partecipativo, Community Led Local Development (CLLD) è uno strumento volto a promuovere l’attuazione di strategie per lo sviluppo locale, caratterizzate da un approccio dal basso verso l’alto ed elaborate da gruppi di azione locale (GAL) composti dai rappresentanti di tutti i settori interessati. Esso rappresenta lo sviluppo dell’approccio LEADER applicato alle zone urbane e si pone l’obiettivo di promuovere il senso di appartenenza comunitario e una governance stratificata. Il CLLD consente di sviluppare attività per il potenziamento delle capacità sulla base di esigenze specifiche, nonché di creare una rete e di stimolare l’innovazione già a livello di quartiere, consentendo alle comunità di sfruttare appieno il proprio potenziale (articoli 32-25 del regolamento «disposizioni comuni»).

A questo punto è utile ribadire quanto indicato nel PO FESR Sicilia 2014-2014 nella sezione 4 – APPROCCIO INTEGRATO ALLO SVILUPPO TERRITORIALE:

nell’ambito della strategia per la coesione territoriale, il POR assume l’approccio integrato riguardo ad entrambe le direttrici dell’Accordo di Partenariato (AdP) delle aree urbane ed interne ed individua i sistemi territoriali ammissibili, in un caso, nelle città Polo e/o con popolazione superiore a 50.000 abitanti e, nell’altro, nei territori selezionati con il metodo approfondito nella sezione 6 (SNAI). Secondo la previsione dell’art.36 del Reg.(UE) 1303/2013, le azioni saranno attuate tramite lo strumento dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI), ritenuto più flessibile rispetto a quello dell’Asse territoriale.

Da un punto di vista finanziario il documento del PO FESR Sicilia precisa:

  • per il CLLD: il PO FESR parteciperà alle strategie di sviluppo territoriale di tipo partecipativo con una dotazione finanziaria complessiva pari a circa 50 Meuro e contribuirà a sostenere gli interventi finanziabili in ambito FESR presenti nei Piani di Azione Locale dei GAL, nel rispetto dei principi di complementarietà dei fondi SIE;
  • per l’ITI: l’Autorità di Gestione del PO FESR finanzierà da 13 a 15 ITI, di cui 8-10 per l’Agenda Urbana e 5 per le Aree Interne (AI). Le AI selezionate sono: Calatino, Madonie, Nebrodi, Terre Sicane e Simeto–Etna. Le risorse stanziate dal PO FESR per i cinque ITI AI sono pari a circa 160 Meuro; verosimilmente la dimensione finanziaria media per ciascuno dei cinque ITI è di poco più di 30 Meuro.

E’ parso utile ricordare quanto sopra poiché, come si evince dal “QUADRO FINANZIARIO” nella sezione “STRATEGIA MADONIE”, gl strumenti dell’ITI e del CLLD costituiscono due pilastri importanti del quadro finanziario complessivo entro il quale troveranno copertura le progettualità contenute nel preliminare prima e nella strategia dopo.