Scuola

(Tratto dal documento “Preliminare di Strategia”, disponibile nella sezione “VERSO LA STRATEGIA D’AREA” del menù “PASSI COMPIUTI”)


snai-madonie-logoUNA SCUOLA DOVE FARE CRESCERE I PROTAGONISTI DEL FUTURO

INDICE:
Scuola come Civic Center
Migliorare i contesti di apprendimento
Migliorare i servizi scolastici


La graduale riduzione della popolazione scolastica, causata dai processi di spopolamento che hanno intaccato le capacità di rigenerazione del capitale umano dell’area, pone serie ipoteche sulle possibilità di formazione delle prime classi degli Istituti comprensivi, costretti a derogare rispetto al numero minimo di allievi iscritti.
La gestione dei servizi scolastici è frazionata su diversi Comuni. Sulla scarsa diffusione del tempo pieno incide notevolmente l’irrazionale sistema dei trasporti di linea, che non tiene conto delle esigenze della formazione scolastica e degli studenti (in particolare dell’area delle Alte Madonie). L’accentuato processo di mobilità degli insegnanti concorre ad appesantire le problematiche di discontinuità didattica, specie nella scuola secondaria di I e II grado, dove il tasso di mobilità dei docenti ha registrato un incremento di circa il 62%. Nelle scuole secondarie si rileva una dispersione di indirizzi formativi e una sconnessione rispetto alle vocazioni del territorio e alle sue specializzazioni produttive.
La crescita dei fenomeni di disoccupazione giovanile spinge a lasciare gli studi: tra il 1991 e il 2011 è sceso dal 45 al 41% il rapporto tra gli adulti in possesso di un titolo di diploma o laurea e quelli in possesso della licenza media (passati dal 41 al 50%). E di fronte all’imponente crescita della complessità del mondo contemporaneo emergono problemi relativi all’istruzione della popolazione adulta, anche in riferimento a quella immigrata che nel 2015 ha registrato il dato di 360 persone di età superiore ai 40 anni (840 gli immigrati più giovani).
Gli scarsi risultati delle prove INVALSI in matematica e scienze rispetto alla media nazionale nel biennio 2013/2014 (-5 nella scuola primaria e secondaria di I grado e -4 nella scuola secondaria di II grado) suggeriscono una frattura strutturale tra i saperi umanistici e scientifici, che si riverbera nel perverso dualismo tra i Licei e gli Istituti professionali.
Ma il mondo della scuola madonita esprime serietà di impegno e una certa vivacità. A confermare i positivi risultati dei processi di istruzione/formazione nell’ambito territoriale sono i tanti giovani madoniti che ottengono buone valutazioni nei percorsi in uscita della scuola superiore e dell’Università e affermano i loro talenti nei contesti di lavoro. Purtroppo, le opportunità di lavoro qualificato e coerente con gli studi si trovano “fuori” dal sistema territoriale che continua a esportare capitale umano prezioso.
Oggi, nella fase di elaborazione della strategia dell’Area Interna Madonie che ha coinvolto molti dirigenti scolastici, si sta ripensando profondamente al nesso tra istruzione, educazione ed innovazione in funzione degli obiettivi di rigenerazione dell’ecosistema territoriale, cercando di individuare gli investimenti educativo-formativi più efficaci per lo sviluppo di un una cultura dell’innovazione e per orientare lo sviluppo del capitale umano verso un approccio di capacitazioni operative (capabilities) oltre che di esercizio dei diritti fondamentali. Nei prossimi anni vogliamo investire sulla scuola come architrave di nuovi processi di sviluppo sostenibile fondati sulla diffusione delle conoscenze che servono a comprendere il patrimonio di biodiversità della montagna madonita ed a valorizzarne la ricchezza di risorse naturali e culturali. Vogliamo costruire una scuola aperta e ricca di opportunità di apprendimento, consapevole di un’identità territoriale vissuta non come un peso ma come una risorsa strategica per il futuro: un futuro di vita e di lavoro da immaginare non solo “altrove” ma anche “qui” nelle Madonie. Una scuola dove l’innovazione dei processi di gestione delle attività didattiche consente di acquisire competenze adeguate nella matematica e nelle materie scientifiche, oltre che nelle lingue. Una scuola attrezzata con la dotazione di servizi, apparecchiature digitali e laboratori che consente di sperimentare nuovi modi di apprendere e di essere creativi, di relazionarsi con i vicini, di raccordarsi con le esperienze di eccellenza locali e regionali e di connettersi alle reti europee di istruzione/formazione.


Scuola come Civic Center: le azioni di sistema

In questa direzione si intende costruire una Rete scolastica delle Madonie che consenta l’interazione tra i diversi Istituti (comprensivi e superiori) nel quadro delle esigenze di razionalizzazione dei processi di istruzione/formazione e delle dotazioni di servizi funzionali (trasporto, mense, infrastrutturazione digitale) e di sperimentazione di nuove politiche per l’innovazione a sostegno di quelle filiere cognitive necessarie alle specializzazioni intelligenti del territorio.
Valorizzando l’autonomia scolastica, i Piani di Offerta Formativa saranno ripensati in chiave territoriale e in coerenza con la strategia dell’Area Interna. Occorre sostenere i percorsi didattici che includono il tempo pieno finalizzato al potenziamento delle aree di base in cui si segnalano carenze, anche attraverso la diffusione delle mense scolastiche in tutte le scuole.
Il ruolo della scuola come Centro civico di promozione dei diritti di cittadinanza europea verrà sostenuto dall’Unione dei Comuni attraverso nuovi spazi di offerta culturale di qualità al servizio del sistema di istruzione/formazione da condividere fra più istituti, con una turnazione nel tempo prolungato ovvero dedicando ad attività culturali e di sperimentazione condivisa l’intera giornata del sabato.
Nell’ambito della Rete scolastica saranno affrontati in termini operativi anche le migliori soluzioni per ridurre l’attuale frammentazione degli istituti e il fenomeno delle pluriclassi. Al fine di sostenere i processi di continuità didattica saranno individuati specifici servizi per gli insegnanti pendolari che eleggono il domicilio nell’area madonita (ad es. social housing ovvero voucher di spesa presso i Centri Commerciali Naturali).
Gli indirizzi formativi della scuola secondaria di secondo grado, nel passaggio tra il preliminare e la strategia definitiva, saranno ridisegnati, razionalizzando la pletorica dispersione dei 13 indirizzi attuali, anche attraverso la sperimentazione di un nuovo modello integrato di Campus delle Alte Madonie centrato sulla valorizzazione delle vocazioni territoriali.
L’alternanza scuola-lavoro in collegamento con imprese e centri di competenza specifici e lo sviluppo di attitudini imprenditoriali in cui valorizzare il curriculum scolastico, rappresenterà uno dei nuovi pilastri sui quali costruire un’offerta formativa orientata ai luoghi. Facendo riferimento alle strutture laboratoriali degli Istituti superiori si prevede di organizzare anche summer school su nuove modalità di apprendimento delle lingue in contesto CLIL (Content and Language Integrated Learning) o in immersione linguistica totale con docenti madre lingua, officine e laboratori a indirizzo scientifico e/o teorico-pratici finalizzati al recupero di specifici gap formativi (es. tecniche di incisione dei frassini e di raccolta della manna), competenze digitali necessarie per la formazione di nuove figure professionali (Video Maker, Web Designer , Web management, Responsabile marketing e comunicazione su social media).
Il nuovo protagonismo della scuola nel rapporto qualificato con il territorio sarà orientato a valorizzare la creatività e le idee di futuro dei ragazzi anche attraverso l’accompagnamento dei progetti con caratteristiche di potenziali start-up. In questa direzione potranno essere impegnati locali resi disponibili dalla razionalizzazione del sistema scolastico oltre che alcuni contenitori culturali pubblici ( teatri, sale cinematografiche e musicali, biblioteche, strutture sportive, destinandoli a cowork, incubatori e officine creative.
Appare opportuno evidenziare anche l’esigenza di azioni specifiche volte a conseguire più elevati livelli di istruzione della popolazione adulta nel quadro delle indicazioni europee, anche in riferimento alla popolazione immigrata che esprime un forte bisogno di diversificazione dei tempi di apprendimento e di formazione, con particolare riguardo alla conoscenza della lingua italiana.
In questa direzione, la Rete scolastica dovrà cooperare con i Comuni impegnati in progetti di accoglienza e integrazione di profughi e migranti nell’ambito del Sistema di Protezione per Rifugiati e Richiedenti Asilo (SPRAR) promosso dal Ministero dell’Interno. Infine, si rende necessario ridurre la mobilità dei docenti, specie per quanto riguarda il secondo ciclo, ed aumentare la capacità di attrazione di nuove professionalità, facendo leva sull’attivazione di specifiche politiche di social housing e convenzioni agevolate per l’acquisto di derrate alimentari.


Migliorare i contesti specifici di apprendimento e potenziare l’orientamento verso la matematica e le scienze

La Rete scolastica delle Madonie sosterrà i processi di innovazione dei percorsi di istruzione/formazione attraverso specifici laboratori didattici, officine creative e FabLab territoriali finalizzati a potenziare la creatività e le capabilities degli studenti e dei docenti, che consentiranno di sperimentare l’acquisizione di conoscenze teoriche con l’esperienza del fare e del lavoro comune. Queste attività saranno adeguate alle diverse età e capacità di apprendimento degli studenti e riconosciute all’interno del sistema scolastico attraverso modalità che consentano di interfacciare le attività di educazione formale con gli apprendimenti informali.
Specifiche azioni di orientamento saranno organizzate nella direzione di un deciso potenziamento dei programmi educativi volti a migliorare le conoscenze e le performances di risultato nel campo della cultura scientifica e della matematica, valorizzando il contesto di eccellenza del territorio.
Le strutture di tecnologia avanzata degli apparati didattici del Parco Astronomico delle Madonie consentiranno di sviluppare i percorsi formativi dedicati all’apprendimento della matematica. Appare opportuno evidenziare che furono gli antichi Greci a sviluppare per primi l’astronomia come scienza razionale in grado di spiegare i moti dei corpi celesti attraverso la geometria e la matematica. E da un tentativo puramente matematico di rendere più semplici i moti dei pianeti nacque la rivoluzione copernicana. E fa riferimento alla matematica il metodo sperimentale scientifico che consentì a Galileo di misurare concretamente i fenomeni celesti osservati e a Newton di scoprire le leggi universali della fisica che regolano sia la caduta dei gravi sulla Terra sia i moti dei corpi celesti. L’astronomia può essere quindi considerata come la scienza che introduce alle altre scienze.
Specifici programmi di educazione ambientale orientati alle scienze naturali verranno definiti per gli insegnanti e per gli alunni di tutte le scuole primarie e secondarie che potranno avvalersi -come laboratori all’aperto- dei giacimenti di biodiversità della montagna madonita che conserva oltre il 50% delle specie dell’intero Mediterraneo e dello straordinario patrimonio geologico, riconosciuto dalla Rete Europea dei Geoparks e dall’UNESCO. Attraverso i laboratori didattici saranno incentivati i processi di osservazione della natura, degli ecosistemi e delle capacità di “narrazione/story telling” delle relazioni tra uomo e ambiente con l’uso di servizi ICT (fotografia digitale, realizzazione di video e di applicazioni digitali, web TV, geoblog), facendo evolvere il ruolo della scuola madonita verso traiettorie di eccellenza, con un ruolo di protagonista della “Green Community”.
La Rete scolastica delle madonie contribuirà, infatti, anche allo sviluppo della filiera cognitiva della transizione energetica del territorio verso un futuro di rinnovabili “oil free”. Con il contributo del Consorzio ARCA saranno sviluppati specifici percorsi didattici sui temi della fisica matematica e delle filiere cognitive connesse alle energie rinnovabili nell’ambito di spazi creativi e sociali denominati “Energy FabLab at School”, piccole officine che offrono fabbricazioni digitali personalizzate in ambito energetico, nell’ambito di un ampio programma di attività laboratoriali di educazione all’ambiente, cittadinanza attiva, conoscenza scientifica e tecnologica, affiancate da percorsi di accompagnamento e orientamento per tutti i soggetti che gravitano intorno alla comunità scolastica (studenti, docenti, operatori, famiglie).
Lo sviluppo di competenze relative alla green economy sarà accompagnato dalla diffusione di competenze digitali nel campo dell’Information & Communication Technology e da un robusto processo di infrastrutturazione digitale in grado di ridurre il gap del digital divide e potere gestire in rete i servizi necessari alla razionalizzazione della gestione scolastica e al supporto dei nuovi ambienti di apprendimento.
La realizzazione dell’Albo delle aziende accreditate al sostegno di processi innovativi di alternanza scuola-lavoro, rafforzerà in chiave territoriale, la capacità di inserimento lavorativo dei nostri giovani in coerenza con le specializzazioni produttive del territorio.


Migliorare i servizi scolastici

La Rete scolastica delle Madonie promuoverà anche l’educazione alimentare finalizzata all’affermazione di nuovi modelli di consumo tra le giovani generazioni attraverso laboratori per la sperimentazione di diete sostenibili, basate sulla conoscenza dei valori nutrizionali e nutraceutici delle produzioni agroalimentari del territorio. In questa direzione si prevede di estendere a tutti i Comuni dell’Area Interna la positiva esperienza delle mense scolastiche a km zero già sperimentata in 11 Comuni, a partire dal 2009, che ha consentito di educare ad una corretta e sana alimentazione, migliorando i modelli di consumo dei bambini e delle famiglie, e di recuperare nuovi mercati alle produzioni agroalimentari del territorio, orientando la domanda pubblica verso prodotti tipici di qualità.
Il servizio di trasporto scolastico deve essere razionalizzato e riorganizzato in funzione delle esigenze degli studenti, piuttosto che sulla base degli interessi delle autolinee, nel quadro delle proposte per una mobilità sostenibile più attenta ai bisogni delle comunità locali. La proposta di sostituire i contributi ai Comuni con voucher di trasporto da affidare direttamente agli studenti potrebbe costituire una svolta decisiva.