Tutela del Territorio

(Tratto dal documento “Preliminare di Strategia”, disponibile nella sezione “VERSO LA STRATEGIA D’AREA” del menù “PASSI COMPIUTI”)


snai-madonie-logoTUTELA ATTIVA DEL TERRITORIO: UNA NUOVA GREEN COMUNITY

Il territorio delle Madonie presenta tratti di vulnerabilità e di fragilità che richiedono continue cure e lavori di manutenzione, specie in relazione ad eventi climatologici di particolare rilievo, come le forti nevicate e le precipitazioni alluvionali, in grado di provocare frane e dissesti idrogeologici che bloccano il sistema delle comunicazioni e mettono a rischio i centri abitati. Nel futuro si prevede che i processi connessi al cambiamento climatico possano influenzare in maniera significativa i rischi connessi a questi fenomeni estremi.
Gli approcci tradizionali per l’osservazione del ciclo dell’acqua sulla Terra sono basati su metodi di osservazione satellitare e reti di monitoraggio “in-situ”, che presentano diversi limiti tecnici e inducono un ruolo passivo delle comunità riguardo alla comprensione dei rischi che gravano sugli ecosistemi.
I canali di comunicazione ufficiali, infatti, sono generalmente troppo lenti nel fornire informazioni alle popolazioni in ragione della necessità di diffondere solo informazioni che siano state preventivamente verificate ed approvate. Ma di fronte al ripetersi di eventi climatologici estremi può risultare inefficace e pericoloso fare affidamento esclusivamente su questi sistemi tradizionali di comunicazione e allerta meteo.
Nell’ambito della strategia dell’Area Interna vogliamo dare vita ad un Osservatorio sulla prevenzione dei rischi di dissesto idrogeologico con la partecipazione delle comunità locali e l’utilizzo di tecnologie intelligenti e diffuse (sensoristica, smartphone, tablet, etc…). L’Osservatorio si propone di:

  1. rafforzare la resilienza del territorio di montagna attraverso l’incremento dei livelli di prevenzione delle potenziali situazioni di emergenza;
  2. monitorare in maniera partecipata i rischi connessi al dissesto idrogeologico ed agli eventi climatici estremi;
  3. attivare pratiche di innovazione sociale (crowdsourcing) con nuove metodologie di coinvolgimento dei cittadini e delle autorità.

I cittadini, informati con una semplice animazione territoriale e attraverso i social network, potranno partecipare alle attività dell’Osservatorio e fornire il loro contributo pro-attivo in casi come i seguenti:

  • comunicare all’Ufficio Tecnico del Comune competente il grado di pericolosità del possibile “precursore” di un rischio frana -attraverso la segnalazione su apposita App per Smartphone con georeferenziazione- in maniera tale da attivare una verifica tecnica che consenta di sovrapporre le informazioni geo-morfologiche ed effettuare una valutazione preventiva;
  • monitorare il livello idrologico di un corso d’acqua con fotografie dei cittadini, inviate attraverso una App per Smartphone. Sull’apposita cartellonistica on site di un presidio territoriale individuato nel Piano Comunale di Protezione Civile (ad es. un ponte sopra un torrente) sarà posizionato un QR Code in grado di fare leggere il corretto posizionamento e la prospettiva della ripresa fotografica, in maniera tale da consentire l’omogeneità delle osservazioni e le elaborazioni digitali di stima automatica del livello idrologico, con conseguente attivazione degli opportuni messaggi di allerta;
  • monitorare, con sistemi del tutto simili, la “dinamicità” di un fronte di frana che interessa una sede stradale, in maniera tale che i cittadini in transito possano attivare messaggi di allerta utili a chiunque sia in procinto di imboccare lo stesso tratto di strada.

Nell’ambito della strategia dell’Area Interna si prevede di avviare l’Osservatorio con una rete di cooperazione tra soggetti istituzionali e della ricerca che includerà il Dipartimento di Computer Science dell’Università di Sheffield in Inghilterra, capofila del progetto di Cooperazione europea “WeSenselt”. La sperimentazione prevede l’adattamento al contesto madonita dei sistemi tecnologici di monitoraggio condiviso in rete -già testati nell’ambito del progetto “WeSenselt” – anche attraverso l’elaborazione di una matrice semplificata in grado di tenere conto di tutti gli elementi di rischio: viabilità, edificato, impianti di produzione, reti, terreni e luoghi.
Nella prima fase di sperimentazione l’attenzione prioritaria sarà concentrata sui rischi derivanti da frane ed esondazioni mentre, in una fase successiva, si valuterà la possibilità di poter estendere il monitoraggio anche alle falde acquifere. La sperimentazione è finalizzata a dimostrare come -attraverso la partecipazione dei cittadini, coordinata dai volontari della Protezione Civile- sia possibile supportare i Comuni:

  • nello svolgimento delle operazioni obbligatorie di Presidio Territoriale di 2° Livello previste dal sistema di allertamento regionale del Piano di Gestione per il rischio alluvioni (Direttiva 2007/60CE e D.Lgs. 49/2010);
  • nell’attivazione delle fasi di allarme relativa al livello di allerta dichiarato dalla Protezione Civile, anche in funzione delle nuove specificazioni contenute nell’Allegato 2 della Nota DNPC RIA/0007117 del 10.2.2016, che è in fase di recepimento dalla Regione Siciliana.

Il territorio è consapevole dell’esigenza di sistemi di monitoraggio in rete dei rischi di dissesto idrogeologico causati dall’abbandono delle terre o da errate tecniche di coltivazione meccanizzata in profondità che contribuiscono in maniera significativa ad aumentare i rischi di erosione dei suoli, sempre più impoveriti, e di inquinamento delle falde acquifere.
Nell’ambito della strategia dell’Area Interna si prevede, quindi, di realizzare un progetto di ricerca-azione che consenta di mettere a fuoco le problematiche di contesto più rilevanti e sperimentare processi di innovazione e miglioramento delle capacità di resilienza del territorio fondati sull’agricoltura rigenerativa, la permacultura e la gestione olistica dell’agricoltura organica attraverso scambi di esperienze e benchmarking di buone pratiche sperimentate in analoghi contesti europei.
In questa direzione l’Unione dei Comuni dell’Area Interna Madonie, in collaborazione con l’Unione Nazionale dei Comuni Montani, si propone di dare vita a una “Green Community”, sulla scorta della normativa del collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2015 che individua il valore di quei territori rurali e di montagna impegnati a sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono (acqua, boschi e paesaggio) attraverso piani di sviluppo nei seguenti campi:

  1. gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale, anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell’anidride carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno;
  2. gestione integrata e certificata delle risorse idriche;
  3. produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano;
  4. sviluppo di un turismo sostenibile, capace di valorizzare le produzioni locali;
  5. costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna;
  6. efficienza energetica e integrazione intelligente degli impianti e delle reti;
  7. sviluppo sostenibile delle attività produttive (zero waste production);
  8. integrazione dei servizi di mobilità;
  9. sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile che sia anche energeticamente indipendente attraverso la produzione e l’uso di energia da fonti rinnovabili nei settori elettrico, termico e dei trasporti.